Caro lettore,
come chiusura di questo blog vogliamo esprimere il nostro
giudizio sul percorso fatto:
PROF. MEREGALLI: I miei studenti di terza A
dicono, a ragione, che la mia frase tipica è in realtà un triplice
interrogativo: “Dubbi? Domande? Perplessità?”, ed esattamente piena di dubbi,
domande e perplessità era la mia testa quando, durante una tranquilla lezione
qualunque di geografia (o era storia?), improvvisamente si è levato un
crescendo di proposte, colpi di genio e soprattutto entusiasmo suscitato da un
barlume di idea:
“Prof., ma perchè non facciamo un
blog?!”
E mentre l’esaltazione cresceva,
io pensavo: “Un blog?! Ma io non so nemmeno da che parte cominciare! Ah, loro
sì, lo sanno fare, dicono... Ma poi:
quando? Al pomeriggio, dicono? Ma io al pomeriggio vorrei stare in
famiglia! Ah, una volta ogni tanto, dicono, giusto per riordinare le idee,
dicono... “
Insomma, ogni mia obiezione
riceveva una immediata e soprattutto decisa risposta.
Come fare a dire di no? Già, come
fare? In effetti non lo ho detto.
Perciò eccomi qui, ormai alla
fine dell’anno scolastico, a scrivere quelle che dovevano essere poche righe
conclusive sull’esperienza del blog, e a non sapere da dove cominciare, tanta è
stata per me la ricchezza di questo esperimento... Dunque parto dal principio.
Dopo il caotico entusiasmo
iniziale, il primo incontro è stato soltanto un sussurro, quattro persone. Ma
determinate, o almeno desiderose di vedere cosa poteva venir fuori. E anch’io,
curiosa di conoscerli meglio questi studenti, di vederli all’opera in un campo
a loro più famigliare che a me, di capire cosa piace leggere, vedere, ascoltare
a questi ragazzi. (Certo, un po’ di nessi con la scuola ci dovevano essere, ma
non ho trovato nessuna protesta o diffidenza o sbuffo a riguardo... anzi è
stata per loro la possibilità di una rielaborazione personale di eventi
scolastici e contenuti didattici).
La prima volta, dunque, quattro. La volta
dopo, una decina, quella dopo, una dozzina... insomma più o meno quindici
persone ogni volta, chi più costante, chi a rotazione. E le idee che fioccano:
ricette, libri, poesie, musical, sport, eventi, caricature... (Caricature?!)
Tanti aspetti del blog li abbiamo
curati, migliorati, impostati. Altri meno. Ma innanzitutto per me è stato bello
vedere i ragazzi impegnarsi, dimenticarsi gli impegni presi, divertirsi,
faticare, discutere, ridere... (insieme). Insomma, diciamolo: è bello quando
dei tredicenni prendono in mano, come riescono, ma con serietà, un impegno. Lo
vedi che ci siamo quasi, che dai, ormai manca poco, quelli sono uomini e donne,
solo un po’ più piccoli.
E poi si è aperta anche una
strada, quella di creare un blog realizzato da studenti meglio strutturato,
magari grazie ad un corso opzionale.
Ed è merito vostro, ragazzi.
Grazie a ciascuno. Per me non ci
sono più dubbi, domande o perplessità.
SILVIA: Quando è nata l’idea del blog, a me è subito piaciuta, perchè
anche io avevo un mio blog personale. Nella scelta degli amministratori tutti
mi hanno proposto di farlo e allora io ho deciso di accettare questo compito.
All’inizio eravamo solo in quattro, noi amministratori, poi pian piano abbiamo
coinvolto anche altri nostri compagni. Questa attività mi è sembrato un modo
per continuare il lavoro che avevo fatto da sola, ma lavorando insieme e
condividendo con gli altri quello che pensavo.
NOE: All’inizio l’idea di creare un blog mi è sembrata strana, quasi inutile.
Poi ho visto l’entusiasmo che ci mettevano i compagni e la prof. nel farlo e pian
piano sono stata coinvolta anche io. Ripensandoci, sono contenta di averlo fatto.
Occupandomi della sezione dei libri ho avuto modo di capire di più quello che
leggevo, e lavorare insieme mi ha aiutato, anche se è stato difficile, ad
aprirmi alle idee degli altri, soprattutto a quelle della Silvia.
ANDREA: E’ stato bello condividere questi momenti scolastici con i miei
compagni e la mia prof., in un modo meno formale. E’ stato divertente e bello
usare questo mezzo per dare la possibilità ad altri di riflettere su tematiche
che noi riteniamo importanti.
GIULY: Ho deciso di venire perchè mi sembrava un’esperienza nuova, diversa
dalle altre.
MARTY: E’ stata un’occasione per capire che cosa ne pensano gli altri
di quello che penso io e per migliorare il mio rapporto coi compagni.
GAIA:
Questa attività è stata molto bella per due punti di vista: il primo è il
rapporto coi compagni e con la prof., che è migliorato ogni pomeriggio, e il secondo
è che ho imparato a creare un blog.
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Carissimi alunni di 3^ A, Cecilia mi pressa perché io metta un mio commento, e devo riconoscere che ha ragione. Anche se non ho partecipato fattivamente al blog, ho ascoltato gli aggiornamenti di Cecilia, appunto, ho visto voi trafficare e non sono rimasta indifferente o estranea a questa novità. Ecco: vi ho guardato e ascoltato con più interesse di capire, e ciò è cosa preziosa. Non so se riuscite a immaginare quale grande bisogno di novità ha una che, come me, insegna da una vita (letteralmente). Una novità è un fatto imprevisto che succede, che può darti un filino di fastidio perché intuisci che ti chiederà di cambiare qualcosa di te, che cerca disperatamente di farti capire qualcosa di importante mentre tu fai il sordo, che infine ti premia se acconsenti a considerarlo, giudicarlo e prendere iniziativa a suo riguardo. Da qui il desiderio delle pizzate, dei film, di farvi conoscere la mia famiglia, di continuare il dialogo. Il vostro lavoro ha portato una novità e dunque ho anch’io da ringraziare. Un’ultima cosa: gli esami sono per me un’occasione per guardarvi e ascoltarvi ancora una volta, prima e molto più che per assegnare un voto. Io sono pronta,e voi? Agnese
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